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martedì 8 novembre 2011

Fabiani e Velo aderiscono alla manifestazione Lucchini del 15 novembre


Dal Partito Democratico arriva il pieno sostegno a tutte le iniziative che le organizzazioni sindacali hanno definito per le prossime settimane tese ad alzare il livello di guardia rispetto al futuro della Lucchini e del polo siderurgico di Piombino, a partire dallo sciopero con manifestazione del 15 novembre. Sostegno che è stato espresso direttamente ai rappresentanti del sindacato durante un incontro che si è tenuto presso la sede del PD in via Marco Polo 12, al quale erano presenti Fausto Fagioli (FIM), Luciano Gabrielli (FIOM), Vincenzo Renda (UILM) oltre al responsabile delle politiche del lavoro PD Val di Cornia-Elba Enzo De Bonis ed il Segretario del PD Valerio Fabiani. “Condividiamo le preoccupazioni espresse dal sindacato – afferma De Bonis  – e per questo continuerà il nostro lavoro di monitoraggio in sostegno al Sindaco e alla Regione che ci è stata sempre vicina e il contatto diretto con il gruppo dirigente regionale e con il gruppo dirigente nazionale del nostro partito, con il resp. Economia e lavoro Stefano Fassina e con lo stesso Bersani. Ci convince l’approccio scelto del sindacato rispetto a questa vicenda perché non possiamo continuare ad occuparci di siderurgia passando da uno stabilimento all’altro e da una crisi aziendale all’altra, occorre una visione unitaria e complessiva del polo siderurgico piombinese, il secondo nazionale ed il primo per prodotti lunghi, e più in generale occorre aprire una vertenza nazionale sul futuro della siderurgia italiana”. “Il PD pensa che sia inaccettabile che nel momento in cui l’Italia che è la settima potenza industriale del Mondo è ormai evidentemente il Paese europeo più esposto alla crisi, non si apra una discussione adeguata rispetto ai problemi e al destino del suo assetto industriale per questo rinnova l’invito al Governo di convocare presto un incontro presso il Ministero dello Sviluppo economico al quale deve essere presente lo stesso ministro, il quale non si è mai degnato di partecipare al tavolo alle riunioni del tavolo anticrisi che ci sono state – incalza il Segretario PD Valerio Fabiani - La nuova liquidità che deriverebbe dall’operazione Ascometal e dal nuovo accordo tra gli istituti di credito dovrà contribuire a dare maggiori garanzie rispetto agli attuali livelli occupazionali compresi quei lavoratori con contratti a termine evitando inaccettabili licenziamenti mascherati e per dare una boccata d’ossigeno alle imprese che in questi mesi hanno impropriamente fatto da banca al gruppo Lucchini. Noi non vogliamo abbandonare l’industria perché pensiamo che l’Italia debba continuare ad essere un grande Paese, e quindi quella potenza industriale cha ha giocato un ruolo importante in Europa e nel Mondo e che ha distribuito benessere e opportunità per tutti, ma vogliamo un’industria moderna ambientalmente compatibile e competitiva. Anche perché avere impianti nuovi capaci di tutelare meglio ambiente e salute significa avere impianti per stabilimenti più competitivi nel mercato globale. Un’industria moderna deve anche sapersi meglio integrare con il territorio non soltanto dal punto di vista ambientale ma anche costruendo sinergie virtuose con le altre vocazioni economiche del territorio mettendo in rete produzione siderurgica, rete infrastrutturale esistente e in fase di modernizzazione, logistica e portualità. Per noi vale il modello Dalmine e le scelte di questi anni, come quella di favorire un investimento importante come quella del Minimill, un nuovo laminatoio che avrebbe verticalizzato ulteriormente la produzione Lucchini ma avrebbe anche aperto l’opportunità di una nuova sinergia con lo stabilimento di proprietà Arcelor-Mittal. Noi staremo con i lavoratori come abbiamo fatto in questi mesi - conclude Fabiani - come quando siamo stati in piazza Cuccia facendo sì che il lavoro, la produzione, l’economia vera irrompessero nel tempio della finanza italiana, in uno dei simboli di quel capitalismo finanziario che c’ha portato fin qui.”

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