Leggo in questi giorni una
curiosa ricostruzione del percorso svolto dal mio partito per la scelta del
candidato sindaco di Piombino oltreché della giornata che avrei passato ieri in
compagnia dei nostri candidati. Premetto che per me ieri la giornata è stata
bellissima, al netto del maltempo, e l’unica difficoltà che ho incontrato è
stata il rischio di perdere la nave per recarmi all’Elba per colpa di una
riunione andata oltre i tempi previsti. Ma stiamo alle cose. Io ho sempre
dichiarato che la nostra bussola erano le primarie. Questo è lo strumento
trasparente e partecipato che utilizziamo per scegliere i nostri candidati, sia
quando si tratta di candidati a cariche monocratiche come il Sindaco di un
Comune, sia quando dobbiamo mandare i nostri rappresentati in un’assemblea
elettiva attraverso liste bloccate, come è accaduto fino ad oggi con il
“porcellum” per eleggere i Parlamentari o con le primarie previste dalla legge
elettorale regionale per l’elezione dei Consiglieri Regionali. A Piombino rispetto
ad un numero considerevole di candidature autorevolissime, ma che proprio per
il numero rischiavano di rendere la competizione caotica se non rissosa, gli
iscritti del Partito Democratico della nostra città, attraverso i loro Circoli
e la Direzione comunale hanno chiesto al gruppo dirigente di fare un lavoro
volto a verificare la condizioni per una riduzione del numero di candidature se
non addirittura per una candidatura unitaria. Questo lavoro è stato fatto
trovando la disponibilità di alcuni a fare un passo indietro e quella di altri a
mettersi a disposizione per favorire la maggiore unità possibile. L’esito di
questo lavoro, passato anche dalla consultazione di più di 170 iscritti, ha
portato a Primarie fra due opzioni di assoluto valore, entrambe legate da una
visione comune del futuro di Piombino e della Val di Cornia, che è quella
indicata dal PD al termine del nostro congresso, condivisa con le altre forze
di coalizione e, elemento non banale, sottoscritta da tutti i candidati. Per la
prima volta da quando il PD promuove primarie per la scelta dei candidati sindaco,
il nostro partito unitariamente e superando gli schieramenti congressuali ha
costruito
una piattaforma programmatica condivisa da tutti i nostri candidati in tutti i comuni
del territorio, cercando così di ridurre al minimo quel rischio di
frammentazione, fino a fratture insanabili, che primarie per la scelta del
sindaco hanno prodotto in altri territori. Mi permetto sommessamente di far
notare che quando si ricostruiscono fatti e percorsi che hanno a che fare con
la politica e con le persone bisognerebbe provare a mitigare quella legittima
ansia di cercare ad ogni costo lo scoop con la pazienza di approfondire e di
verificare, sempre con grande attenzione, le fonti da cui si attingono le
informazioni. Se così si facesse oltre a risparmiare carta e inchiostro risparmieremmo
ai lettori l’inutile esercizio di letture fantasiose e distanti dalla realtà.
Non voglio essere ipocrita, continuo a pensare che per Piombino ci sia bisogno
di un sindaco con un pronunciato profilo politico per interpretare al
meglio la fase che la città sta vivendo
e per raccogliere il testimone di Gianni Anselmi ma, lo voglio dire qui,
chiaramente, quei dubbi che avevo inizialmente sono stati fugati dalla
competenza e dalla serietà di cui Martina e Massimo hanno dato prova più volte
in questi giorni di incontri e chiacchierate e da tutti quegli iscritti al PD che
hanno firmato per sostenere la loro candidatura. Queste due persone, insieme a molte
altre, sono espressione di quella nuova classe dirigente che il PD ha promosso
in questi anni nel Partito e nelle Istituzioni e che sono sicuro darà un grande contributo al
futuro della nostra città e di tutto il territorio.
Valerio Fabiani
Segretario PD Val di
Cornia-Elba

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